mercoledì, luglio 06, 2011

Il salto del canguro

Il salto del canguro.
Vedo il salto del canguro.
Vedo il salto del canguro tra i raggi del sole. Brilla, la coda taglia la luce, falce nera d'ombra, sabbia che si solleva, è un attimo solo eppure sembra duri un eternità. Il mare da lontano, le senti? le senti le onde? s'infrangono, e non s'arrendono, ci riprovano, ancora e ancora e ancora, e non s'arrendono. Mi giro, e mi si apre innanzi una verde foresta, liane, foglie, tronchi, e liane e foglie e tronchi e insetti. Tanti. Svolazzano senza pace davanti e intorno a me, fastidiosi, indisponenti, quasi non li sopporto. Mi chiedo a che servono. Versi, urla, guaiti, ma nulla vedo tranne foglie e liane e tronchi e insetti svolazzanti. Il canguro è ancora sospeso a mezz'aria, e sembra non voglia più toccare terra. Il sole è eclissato dal marsupiale.
Mi sveglio.
Intorno a me è buio, sono ancora qui, reale, respiro, scrivo, penso, immagino, proietto, scrivo, respiro, sono viva. Ancora. Mi sento illusa, vorrei essere altrove. Altrove dove è il sole, altrove dove è la pioggia nella foresta, altrove, dove il mare uccide gli scogli, e gli scogli uccidono il mare.

1 commento:

1411Brauna ha detto...

Come ti capisco... Comunque gli insetti mi sanno di condizionamento dalla parassitologia, poi, non so u.u